5 step per sviluppare un’app aziendale

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Sviluppare un’app aziendale è sempre un’ottima idea, a patto che si sia in grado di seguire i passi giusti. Non bisogna dimenticare che dietro all’app ci sarà il buon nome dell’azienda e dovrà essere dunque perfetta.
Creare un’applicazione non è così facile come si pensa, questo non significa che bisogna desistere dal tradurre le proprie idee in un’app, ma che bisogna prendere in seria considerazione i 5 step necessari alla creazione di un prodotto senza errori.

 

1. Analisi

La prima azione necessaria a creare un’app di successo è senza dubbio quella di mettere in chiaro le proprie idee e dargli un senso che le possa portare a diventare realtà.
L’analisi dell’idea iniziale è un passo semplicemente fondamentale dell’intero processo. In che settore di mercato mi sto muovendo? Per quale ragione voglio creare un’app? Sarà funzionale? Andrà
incontro ai bisogni dei miei clienti o utenti? Come riuscirà a soddisfarli?
Queste sono alcune delle domande a cui bisognerà dare risposta nella fase di analisi dell’idea. Bisognerà accompagnare il tutto con uno studio sulla tua concorrenza al fine di capire al meglio il segmento di mercato in cui ci si sta muovendo.
Guardare ai grandi del tuo settore ti permette di fare le mosse giuste e, soprattutto, permette di evitare moltissimi errori che sarebbero altrimenti molto costosi.

2. La progettazione

Una volta chiarite le idee e messe già in prospettiva, sarà necessario cominciare a progettare in maniera più specifica. Sarà meglio puntare su un’app per Android o per iOS? O forse per entrambi?
E poi valutare se metterla a pagamento o in distribuzione gratuita. Nella fase di progettazione bisognerà avere già risposto a tutte le domande e avere un chiaro business plan di riferimento.
Bisognerà stabilire anche il “tono della voce” che si vuol dare alla propria comunicazione. Lo stile della comunicazione identifica l’azienda, diventa un marchio del brand e influenza la app.
A questo punto sarà necessario stabilire quale tecnologia applicare al fine rendere l’app efficace e appetibile.
Flutter, per esempio, è un framework che appartiene alla galassia Google e permette lo sviluppo di app native per Android e iOS utilizzando linguaggi di programmazione non nativi, mentre Cordova mette a disposizione delle “App vuote” che potranno essere “riempite” con le caratteristiche adatte ad applicazioni ibride.
Queste ovviamente sono soltanto alcune delle tecnologie a disposizione degli sviluppatori, ce ne sono molte molte altre, ma già in fase di progettazione è necessario prendere in considerazione quale strumento
si andrà ad utilizzare nella successiva fase.

3. Lo sviluppo

Arrivati a questo punto abbiamo le idee e il progetto, dobbiamo quindi mettere il tutto sul tavolo ed iniziare la fase di sviluppo vero e proprio.
In questa fase cruciale bisognerà mettere al centro dell’attenzione le funzionalità tecniche, l’esperienza dell’utente (chiamata in breve UX, ovvero User Experience), e il budget a disposizione.
Curare la UX è un aspetto semplicemente fondamentale: l’intuitività dell’app, la facilità di utilizzo, la capacità di interazione, l’usabilità… sono caratteristiche che fanno la differenza tra un’app di successo ed un fallimento. Se la fase di progettazione è studiata bene, anche in vista di una road map di future implementazioni, le funzionalità verranno organizzate in una UX efficace.
Il cliente identificherà l’App come un prolungamento del brand, se l’app è lenta, farraginosa, poco funzionale, troppo complicata e confusa, il brand sarà collegato a queste parole poco gradite.
Così come sarà importante uno sviluppo anche estetico di primo livello. Ovvero, la User Interface, l’interfaccia visiva, dovrà presentare il prodotto al meglio e rappresentare il marchio in maniera impeccabile. L’App dovrà dunque essere sviluppata in maniera funzionale, chiara, adeguata agli obiettivi fissati, nel rispetto dei valori aziendali, ed anche piacevole allo sguardo.

4. Testing

Questo passaggio nasce in realtà contemporaneamente alla fase di sviluppo e si protrae a lungo anche dopo la chiusura della stessa. Il testing è una necessità continua, allo scopo di verificare ogni passaggio dello sviluppo.
Per eliminare eventuali errori e/o bug di sistema è indispensabile fare continui check, e fare utilizzare il prototipo dell’app ad una selezionata cerchia di persone è davvero una mossa molto intelligente a tal fine.
La fase di testing è importantissima perché sarà qui che le idee si trasformeranno in realtà. Infatti dopo la progettazione e lo sviluppo, sarà soltanto mettendo alla “prova del fuoco” il prototipo che si potrà verificare se le idee di partenza hanno raggiunto il loro compimento.
Quando si sarà appurato che gli obiettivi che ci si erano prefissi nella fase di analisi sono stati raggiunti e che non vi sono più errori nell’App si potrà procedere all’ultimo step.

5. La pubblicazione

Una volta che il prototipo ha superato la fase di testing e che è stato approvato, comincia la fase più emozionante di tutto il processo: il lancio sul mercato dell’app.
Bisognerà dunque fare sapere al mondo che la tua app esiste e pubblicare l’app sugli store di riferimento per dispositivo Android e/o iOS. La pubblicità è l’anima del commercio, si dice.
Per ottenere buoni risultati dunque bisogna puntare ad una pubblicità che vada a toccare il giusto target, facendola partire nel momento giusto, creando anche delle campagne ADV, magari anche delle demo che illustrino il funzionamento dell’app.
Si potranno mettere in atto tutte le strategie necessarie, quelle classiche e quelle innovative, allo scopo di pubblicizzare l’uscita dell’applicazione: dai comunicati stampa, alle campagne social, dalla realizzazione di un sito o blog che racconti l’app a tutto quello che ci sembra una scelta ideale per pubblicizzare il nuovo prodotto nel rispetto dei valori aziendali.
Una volta che l’app è stata pubblicata bisognerà comunque cercare di costruire un rapporto di fiducia con l’utente e mantenere sempre al meglio questa relazione. La vita dell’APP infatti non finisce con la sua pubblicazione, ma bisognerà provvedere a fidelizzare i clienti e a far sentire più vicina possibile la presenza del brand. L’idea di fondo infatti, che fa parte delle strategie di marketing, è quella di distinguersi dalla concorrenza e di farsi ricordare dagli utenti che utilizzano i nostri prodotti.
A tal fine molte aziende creano landing page sul proprio sito, sui canali social o su altri strumenti, per chiedere gli indirizzi mail ai clienti al fine di farli rimanere sempre aggiornati sull’app e sul marchio in questione.

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